La filmografia ceca

Discussion in 'Cultura' started by martina72, Sep 14, 2009.

  1. pierre

    pierre Well-Known Member

    ALLODOLE SUL FILO
    (Skrivánci na niti)
    Regista: Jiri Menzel
    direi come genere: satirico
    Durata: 104 minuti

    [​IMG]


    TRAMA

    Ambientato, negli anni '50, in un campo di lavoro di Kladno, dove esistevano e forse ancora esistono le piu' importanti acciaierie ceke
    In questo campo di lavoro sono impiegati i nemici del socialismo, borghesi o dissenzienti politici, che devono smistare rottami di ferro destinati agli altoforni, che gigantesche elettrocalamite elargiscono loro quotidianamente.
    Oltre ai nemici del popolo (uomini) ci sono anche squadre femminili, composte da donne giovani e non che hanno tentato l' espatrio clandestino.
    Donne e uomini sono naturalmente separati e sotto una sorveglianza non molto attenta, direi di facciata. Come molte delle situazioni che accadono in questo campo di lavoro. Altro personaggio immediatamente ridicolizzato nel film è il funzionario di partito che tenta la rieducazione politica dei prigionieri del campo naturalmente sempre senza alcun successo.
    Tra due giovani, Pavel e Jitka nasce una simpatia che ben presto evolve in amore. Il corteggiamento è discreto ed è fatto di sguardi furtivi, e sorrisi. Si arriva al matrimonio, celebrato per procura fuori del campo.
    La complicità della guardia e dei compagni e compagne di lavoro dei due giovani, che attrezzano una baracchetta, permetterebbe a Pavel e Jitka di avere finalmente quel momento di intimità che da tempo sognano.
    Ma, l' arrivo di una delegazione in visita al campo e un' esternazione di Pavel determina il tracollo della situazione. Pavel viene punito con il trasferimento al lavoro coatto in miniera mentra la ragazza finisce il suo periodo di detenzione. Il lieto fine e' dato che Jitka decide di rimanere a lavora nel campo ed aspettare il ritorno di Pavel che naturalmente avviene.

    [​IMG]

    Questo film, fu bloccato dalla censura nel 1969 e dovette aspettare il 1990 per essere finalmente proiettato. E’ pervaso, in ogni sua parte, di una profonda ma elegante ironia nei confronti dell' ottusità di un certo tipo di potere.
    Questa delicatezza probabilmente è dovuta alla mano di Hrabal che ha sempre utilizzato l' umorismo come vena espressiva. In questo film non sono tanto i problemi privati e individuali che interessano ma piuttosto quelli della società di cui fanno parte i personaggi. La critica che viene portata avanti non e' mai espressa con dialoghi totalizzanti o con immagini pesanti e crude. Forse l' unica immagine un po’ più realistica e' quella dell’ interruzione, da parte delle guardie del campo, di un tentato rapporto sessuale fra prigionieri nei pressi della barriera di filo spinato che divide la zone maschile e femminile. Questa ironia, a volte si trasforma irriverenza contro l'ideologia utilizzando solo l' immagine come mezzo di critica; vedi la scena del carico di crocefissi ferrei che arrivano per essere smistati verso gli altiforni. A tal riguardo, secondo me, e' interessante prestare, durante la visione del film, attenzione agli oggetti che vengono avviati alla riconversione, spesso riescono a diventare dei sottili riferimenti storici legati al quel periodo. Il film, lo vidi in Cekia, in lingua ceka e con sottotitoli in inglese, quindi posso dire veramente poco sulla forza espressiva e sul ruolo del dialogo. A tal riguardo se qualchedun’altro volesse analizzare questa componente farebbe un opera molto gradita. Il film a mio parere e' pervaso anche da ottimismo, i dialoghi fra i prigionieri non sono quelli fra dannati della terra; scherzano, ridono cercando di lavorare il meno possibile e ci fanno comprendere che qualcosa forse stà per cambiare. Ci sono, inoltre, spunti di irresistibile comicità, mi riferisco all'intervista propagandistica ai prigionieri da parte della televisione o la visita di una scolaresca capitanata da un integerrima maestra ideologicamente ferrata nel pensiero politico del socialismo reale.
    L’ equilibrio fra le varie componenti ne fa scaturire un film estremamente piacevole da vedere e per nulla noioso, interessante per gli spunti informativi che ci fornisce e per i momenti allegri che ci propone. E' un film su una realtà di un momento storico, messo sotto forma di una commedia satirica, dove la love story fra Pavel e Jitka e’ soltanto un pretesto per poter raccontare altri avvenimenti.
     
  2. martina72

    martina72 Well-Known Member

    Grazie Pierre per aver rimesso i post :p
    Nel frattempo hai visto qualche nuovo film? Io ne ho visti parecchi e magari nei prossimi giorni scriverò qualcosa.
    Alla prossima! 8)
     
  3. pierre

    pierre Well-Known Member

    ciao Martina, ne ho visti parecchi e ancora ne ho da vedere. Ho un filo diretto che mi permette un buon approvvigionamento.
     
  4. pierre

    pierre Well-Known Member

    Démanty noci

    1964, bianco e nero, 64 minuti
    Regista: Jan Němec
    Sceneggiatura: Arnošt Lustig, Jan Němec, tratto dal romanzo Tma nemá stín
    Cast: Ladislav Janský (primo ragazzo), Antonín Kumbera (secondo ragazzoJan Říha, Ivan Asič, August Bischof, Josef Koggel, Oskar Miller, Anton Schich, Rudolf Stolle, Josef Koblížek, Rudolf Lukášek, Bohumil Moudrý, Karel Navrátil, Evžen Pichl, František Procházka, František Vrána, Josef Kubát (i vecchi).


    E’ uno dei primi film della corrente Nova Vlna ed e’ il debutto di Jan Nemec come regista. E’ un film breve, tecnicamente girato con telecamera a mano, e praticamente privo di dialogo. Descrive una fuga disperata di due adolescenti (probabilmente scappati da un treno destinato ad un lager) sono inseguiti da un gruppo di vecchiacci che li vogliono catturare.

    [​IMG]


    Il romanzo ispiratore e’ di Arnost Lustig, che fu internato ad Auschwitz e che e’ uno dei più attenti cronisti del periodo della strage ebraica in centro Europa.

    [​IMG]

    Il film e’ di una fisicità sconvolgente, questa caratteristica e’ sottolineata da un uso prolungato della telecamera manuale e dalle immagini spesso sovra esposte che ispirano un senso di tattile della stanchezza e della fame che avvinghia i personaggi.

    [​IMG]

    La loro avanzata nel bosco e’ scandita dalla comparsa di brevi flash back (un tram, un appuntamento in un cimitero, etc) che forse vogliono sottolineare lo stato di alienazione che stà prendendo i due ragazzi. Alla fine I due ragazzi verranno catturati, probabilmente traditi dalla donna della fattoria che loro incontrano.
    Il significato amaramente satririco del film, che poteva essere ambientato in una qualsiasi epoca (averlo ambientato durante il nazismo e’ stato forse un mezzo per farlo passare piu’ facilmente ai controlli ideologic dell’ epoca) e’ un grido di allarme contro una gerontocrazia che impone le sue opinioni su i membri più giovani della popolazione, spesso sostenute con la forza. Nemec sente molto questa tematica anti autoritaria e la ripropone anche in altri film (vedi O slavnosti a hostech).
    Film non facile da vedere ed apprezzare ma e' un importante documento di quell' epoca storica.

    Qualche spezzone e' visibile su youtube
    http://www.youtube.com/watch?v=MpIRyAibfN0
     
  5. martina72

    martina72 Well-Known Member

    Questo film non sono ancora riuscita a vedere :-(
    Mi hai incuriosito molto, devo procurarmelo al più presto.
     
  6. martina72

    martina72 Well-Known Member

    Lásky jedné plavovlásky, Miloš Forman, 1965

    [​IMG]

    La trama è molto semplice, in un paesino piccolo si trova una delle decentralizzate fabbriche di scarpe ( ex fabbriche Bata anche se nel film non c... Mostra tutto’è nessun riferimento concreto) dove alla catena di montaggio lavorano esclusivamente le ragazze giovani. Sono circa 2000 e vivono in un dormitorio aziendale. Nel loro tempo libero cercano il divertimento e relazioni con i maschi ma purtroppo nel paese ci sono pochissimi ragazzi liberi. La direzione aziendale si rende conto del disaggio e chiede alle autorità di trovare una soluzione a questo problema. Sapendo che nelle vicinanze si trova una base militare chiedono di mandare un po’ di ragazzi alla festa da ballo del paese. Ma i burocrati ottusi mandano i soldati di riserva, tutti di mezza età, creando moltissimo imbarazzo. La protagonista del film è una teeneiger anni 60, ingenua e timida ma anche incantevolmente sfacciata. E’ costantemente alla ricerca di un ragazzo che la amasse ma ogni volta trova solo le delusioni. Dopo la serata imbarazzante del ballo incontra un giovane pianista e cede al suo corteggiamento. Crede a tutto ciò che lui le racconta e una sera si presenta a casa di suoi genitori, ignari di tutto. Inizia un’altra serie di situazioni comicamente imbarazzanti che culminano nella scena finale del film, quando la ragazza ascoltando di nascosto la discussione tra il ragazzo ed i suoi genitori si rende conto di un’altra delusione.


    Nel film ci sono due bellissime scene a letto :wink:

    [​IMG]

    [​IMG]
     
  7. pierre

    pierre Well-Known Member

    Oggetto del film è la scoperta dell'amore fisico da parte di una giovane teen ager (Andula), e conseguentemente delle possibili dolcezze/amarezze che un tale momento puo’ comportare. L’ incontro con il “pianista praghese colto” apre il suo cuore e lo rende disponibile a questo suo primo uomo. La relazione si rivela una specie di disastro, quindi un educazione sentimentale bugiarda che poi viene rivissuta dalla ragazza sotto forma di menzogna quando racconta la sua avventura praghese alle amiche della fabbrica.
    Ci sono nel film delle fortissime frecciate contro l’ organizzazione politico sociale dell’ epoca, primo fra tutti emerge il lavoro che avrebbe dovuto essere una delle priorità di un regime socialista ed invece viene organizzato in modo assurdo e conseguentemente vissuto dalle operaie della fabbrica di scarpe come una specie di deportazione; la burocrazia ottusa che non riesce a trovare rimedi alla pianificazione, per cui la vita della gente si svolge in maniera opposta da quella che e’ quotidianamente propagandata. Nemmeno si salva la vita della gente comune, incredibilmente spassosa e’ la descrizione (attraverso i dialoghi) dei genitori del “pianista”; tipiche persone piccolo borghesi e rincoglionite dalla televisione e prigioniere dei luoghi comuni piu’ beceri.
    Il film e’ realmente interessante ed è uno dei primi successi di Milos Forman all’ estero, questo film lo lancerà nel panorama cinematografico internazionale e gli permetterà di gettarsi nella sua attività oltreoceano. C’e’ da dire che Forman anche fuori Europa ha sempre mantenuto una sua propria autonomia intellettuale che mai si e’ piegata ad una filmografia prettamente commerciale.
    Credo che sarebbe importante parlare dei film di Forman del periodo americano per sottolineare questa sua indipendenza culturale e critica, che ne dici Martina ?

    Notevole il tarlo che Martina ha messo nella sua descrizione riguardo “le scene di letto”, lei stà tentando di incuriosirvi in tutti i modi. Mi ha ha divertito moltissimo questa sua affermazione.
     
  8. pierre

    pierre Well-Known Member

    KYTICE

    Regista F. A. Brabec
    Anno di produzione 2001
    Durata 81 minuti

    Il film è una trasposizione di uno dei capolavori letterari ceki del 1800, scritto da Karel Jaromir Erben nella metà circa di questo secolo; altre due opere fondamentali della letteratura ceka furono “Maj” scritto da Macha e “La nonna” scritta da Bozena Nemcova.

    [​IMG]

    Il film tratta di 7 dei 12 racconti che l’ opera letteraria originaria contempla, ed e’ uno spaccato di quello che costituisce il folklore ceko. Crudeltà, amore e la morte sono le componenti fondamentali di questo film insieme ai personaggi che determinano tali situazioni; cito solo alcuni dei personaggi che animano il film : il Vodnik un essere malvagio che vive sott’ acqua e cerca di far annegare la gente (specialmente belle fanciulle) per portar via l’ anima, la Polednice, una specie di fantasma diurno che si prende l’ anima dei bambini disobbedienti, e poi anche un soldato Zombie).
    La Polednice

    [​IMG]

    VODNIK
    [​IMG]


    Sono certo che Martina conosce molto bene questo film e potrà contribuire alla grande nel fornire ulteriori spiegazioni quindi mi aspetto una sua collaborazione perché non conosco il folklore ceko in maniera approfondita come lei, non avendo mai letto interamente questo poema, e di conseguenza ho una conoscenza superficiale delle altre storie che lo completano.
    Ogni episodio del film dal punto di vista dell’ immagine e’ di una bellezza formale incredibile, la fotografia e’ eccelsa e perfetta; tutto e’ levigato e una luce incredibile accompagna ogni episodio, i colori sono altamente significativi nel cadenzare il momento nel quale si svolge l’ episodio (per esempio il giallo che domina nell’ episodio della Polednice subito ti fa venire in mente una terribile e calda giornata estiva dove la stanchezza per il caldo porta la madre a minacciare il figliolino che piange . Tutto e’ talmente perfetto che a volte viene la tentazione di pensare di essere di fronte a degli spot pubblicitari e l’ atmosfera delle storie tende a prendere un aurea un pò troppo artificiale. Ogni singola inquadratura e’ una bellissima foto ma il montaggio di tante belle foto automaticamente non determina che poi il film sia altrettanto perfetto. Sia ben chiaro e’ un film da vedere, non annoia a me ha lasciato un po’ perplesso tutta questa bellezza formale che allontana dal senso etico delle storie che racconta.

    Qualche spezzone del film e’ in rete, youtube

    http://www.youtube.com/watch?v=UFQlhQjWKDI
    http://www.youtube.com/watch?v=0XAXUsLGWz4
     
  9. martina72

    martina72 Well-Known Member

    Sì, Pierre, sono perfettamente d'accordo.
    Aggiungerei che Forman era solito lavorare con i non- attori (l'unico attore professionista nel film è Vladimir Mensik) con i quali usava un sistema particolare: personalmente recitava ogni scena che poi loro dovevano ripetere. Il risultato era incredibilmente realistico e naturale, tanto che guardando il film ti sembra ad assistere alle situazioni di vita reale. Il culmine è proprio la scena di letto finale. Quella dove il ragazzo è costretto a dormire nel lettone con i genitori perchè nell'altra stanza dorme la sua amica. Che però(sfortunatamente) non dorme ma ascolta dietro la porta la allucinante discussione che si sta svolgendo nel lettone. Non sò se esiste la versione in italiano del film ma trovando il dvd con i sottotitoli inglesi potete godervi il film anche senza conoscere il ceco.
     
  10. martina72

    martina72 Well-Known Member

    Ho visto il film Kytice e anche Maj (Maggio) che è molto simile. Come film sono piuttosto commerciali, il regista punta molto sulla ricercatezza delle immagini, sembrano davvero degli spot pubblicitari. Tornando a Kytice, le bellissime ballate di Erben sono trattate in modo molto superficiale però (io confesso che sono rimasta piuttosto delusa) almeno vi permettono conoscere almeno approssimativamente questa grande opera della letteratura ceca ( secondo me, Kytice si merita un topic speciale che ne dici, Pierre? 8).
    Se non sbaglio è possibile trovare anche dvd con i sottotitoli in italiano.
     
  11. pierre

    pierre Well-Known Member

    Kytice e Maj sono della scuola di Jakubisko, sono d' accordo che bisogna parlarne di più. Mi puoi dare l 'indicazione del dvd in italiano. Il dialogo e' la meno importante degli aspetti di questo film, ma la versione ceka originale era un po ostica
     
  12. martina72

    martina72 Well-Known Member

    Sono prodotti dalla società di Jakubisco, come (mi sembra) anche il film "Bathory". Questa casa produttrice prende i bellissimi soggetti del patrimonio letterario ceco o slovacco e li trasforma in storielle banali :-(

    Ho aperto un topic tutto nuovo, su Kytice, così qua possiamo continuare con altri film :p
     
  13. pierre

    pierre Well-Known Member

    MAJ
    Regia: F.A. Brabec
    Sceneggiatura: F.A. Brabec
    Prodotto: 2008
    Karel Hynek Macha (1810-1836) e’ nato a Praga, seguì studi universitari di diritto ma la sua formazione spirituale è dovuta alle letture di scrittori come Kollar, Celakovsky, da qui nacque un suo fortissimo senso della patria e del senso di appartenenza alla nazione ceka. Passò anni girovagando per le terre di Boemia e Moravia cercando le vecchie rovine di un passato glorioso. Lo spirito malinconico di Macha davanti a queste vestigie di un glorioso passato e nel confronto ad un presente misero di un popolo oppresso cominciarono a determinare lo svilupparsi di una pressante attività patriottica orientata verso il sociale. Alla sua morte venne pubblicato il poema Maj, assai semplice nella sua struttura, dove si racconta la storia di un parricidio.
    Vilem, scacciato dal padre giovane età, diventa un bandito dei boschi, temuto e rispettato; con la sua banda terrorizza la contrada e in una delle sue spedizioni criminose uccide, senza saperlo, il padre che gli aveva anche sedotto la fidanzata. Catturato, processato, viene condannato a morte mediante il supplizio della ruota (uno dei più tremendi dell’ epoca).
    VILEM

    [​IMG]

    La “fidanzata” di Vilem

    [​IMG]

    L’ esecuzione avviene il primo di maggio e da qui il titolo del poema. Macha nel monologo del condannato a morte, la notte prima dell’ esecuzione fa comprendere al lettore che tutto quello che e’ avvenuto e’ dovuto alla fatalità. Fatalità che trae origine dalle miserevoli condizioni politiche e sociali di un popolo che e’ stato privato della sua dignità e della sua autodeterminazione. Quindi la colpevolezza di un atto così abominevole come il parricidio e’ si individuale ma dovuto soprattutto al decadimento di una struttura sociale che ha permesso che un tale evento possa avvenire.
    Il film MAJ; il regista, lo stesso di “Kytice “ (Brabec), film fatto qualche anno dopo (2008), però ha lo stesso tono estetizzante del precedente.

    [​IMG]

    In Kytice c’era una rivisitazione dei miti folklorici ceki che perdevano nelle belle immagini proposte il loro profondo senso spirituale qui in MAJ abbiamo di nuovo un film esaltante da vedere come immagini ma che si allontana anni luce dal senso del dramma di cui si e’ parlato sopra. Non emerge il degrado sociale, non emerge l’ orrore per un delitto cosi’ grave, non si apprezza nulla delle considerazioni melanconiche che spinsero Macha a scrivere una storia come quella di Maj e Vilem, e soprattutto delle motivazioni dell’ autore di introdurre una sorta di giustificazione all’ evento.

    http://www.youtube.com/watch?v=EkgaqUkvZeQ
     
  14. martina72

    martina72 Well-Known Member

    Pierre, hai fatto bene postare Maj anche qui. Nonostante questa recitazione in chiave moderna non è male come film, le immagini sono davvero stupende, specialmente quelle del paesaggio di Machovo jezero.
     
  15. martina72

    martina72 Well-Known Member

  16. pierre

    pierre Well-Known Member

    eh si che l' ho visto, ma fa parte di una trilogia, se parliamo di uno poi bisogna parlare di tutti. Te la senti ?
    Menzel e Hrabal formarono un accoppiata incredibile, fecero qualche anno fa un congresso sul loro sodalizio all' Università di Udine. Qualche ispirato in Italia esiste ancora :D .
     
  17. martina72

    martina72 Well-Known Member

    Fa parte della trilogia ma i film di Menzel ispirati ai racconti di Hrabal sono di più. Lo sò, tu intendi Postriziny, Ostre sledovane vlaky e Vesnicko ma strediskova. Non ho mai capito perchè la chiamano trilogia, non mi sembra che le storie sono collegate ... :oops:
     
  18. pierre

    pierre Well-Known Member

    Mi riferisco all' Hrabal della trilogia di commedie d’ambiente provinciale campagnolo che e' costituita da Postriziny (Ritagli 1980), Slavnosti snešzšenek (La festa del bucaneve, 1984) e Vesnicško má stredisková (Il mio piccolo dolce villaggio, 1985). Menzel e Hrabal hanno collaborato ad altri film, tipo Allodole sul filo, Treni strettamente sorvegliati etc etc, ma questi sono film a se stanti, unici e non collocabili in una serie legata fra loro.
    Nei primi tre che ho citato, mi pare che il film si aggiri attorno alla fabbbrica di birra e lo zio Pepi che parla a voce alta sia sempre presente (almeno mi pare).
     
  19. martina72

    martina72 Well-Known Member

    Postriziny ho visto, Vesnicko ma strediskova anche, Slavnosti snezenek devo rivedere. Hai ragione, il terzo era Slavnosti snezenek, mi sono confusa :oops: Però mi sembra ricordare che sono tre storie diverse a parte la ambientazione campagnola. Facciamo una cosa: adesso durante le feste guarderò anche altri due film e poi ne riparleremo che ne dici? ;-)

    Non sapevo che "Postriziny" è stato tradotto come "Ritagli", secondo me "Tonsura" è più appropriato.
     
  20. pierre

    pierre Well-Known Member

    Tonsura, secondo me, e' piu' appropriato, Ritagli e' proprio bruttino. "Postriziny" ha questa particolarità che il film e' stato tradotto come "Ritagli", il libro dal quale e' stato tratto "Tonsura". Boh....?

    OK guarda i film con calma e poi ne parliamo.
     

Share This Page