Karel Teige

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pierre
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Postby pierre » 31-Jul-09 21:11

OK capo !!!
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pierre
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Postby pierre » 06-Aug-09 18:38

Ulisse mi chiese quali furono i rapporti di Teige con il comunismo ceko, me lo chiese qualche tempo fa, ma solo ora mi sono ricordato. Chiedo scusa.


qualche post piu' in la scrissi

Nel 1936 Teige non credeva più che l’ Unione Sovietica avrebbe potuto introdurre il mondo in un epoca d’oro di socialismo internazionale e un crudo dibattito sul realismo socialista frammentò ancor piu’ l’ avanguardia artistica ceka. Si giunse ad una frattura completa allorché Nezval (il poeta) abbracciò l’ ideologia stalinista e Teige scrisse un saggio intitolato “ Il surrealismo contro la corrente” dove lui affermò il suo anti-stalinismo.


L' arrivo dell' armata di liberazione russa e la presa del potere da parte del partito comunista nel 1948, per Teige significarono l' arrivo di tempi grami. Fu completamente silenziato dal regime ed accusato di devizionismo. Era considerato una specie di Trozkista. Gli ando' bene che mori, nel 1951, perche probabilmente avrebbe passato qualche anno o nelle miniere di carbone di Ostrava o a scavare i tunnel per la metropolitana a Praga.

Alla sua morte, la polizia segreta (cosi' come fece con Trnka) fece sparire tutta la sua documentazione privata. Il silenzio su Karel Teige e' durato, per circa 40 anni,sino agli anni 90.[/quote]
Ulisse
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Postby Ulisse » 06-Aug-09 21:18

Grazie per aver ulteriormente approfondito la storia di Teige, Pierre.
A volte mi chiedo quali immense cose avrebbero potuto fare tutte queste menti senza il freno del regime.
Riuscirono ad essere grandiosi pur venendo continuamente ostacolati. Senza ostacoli credo che avrebbero regalato ancora piu' cose all'umanita'!
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pierre
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Postby pierre » 06-Aug-09 21:34

La Cecoslovacchia subi' una grande fuga di cervelli dopo il 1948, molti, con un titolo di studio piu' qualificato, emigrarono in Canada e Stati Uniti.
Altri rimasero in Europa. Altri ancora furono privati della nazionalita' e dovettero vivere come fuoriusciti nelle nazioni che li ospitarono.
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martina72
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Postby martina72 » 09-Aug-09 11:42

pierre wrote:La Cecoslovacchia subi' una grande fuga di cervelli dopo il 1948, molti, con un titolo di studio piu' qualificato, emigrarono in Canada e Stati Uniti.
Altri rimasero in Europa. Altri ancora furono privati della nazionalita' e dovettero vivere come fuoriusciti nelle nazioni che li ospitarono.


Per esempio Tomas Bata.
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pierre
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Postby pierre » 09-Aug-09 12:36

e' una lista infinita, che parte da Kundera, passa per Koudelka, arriva a Forman.
Poi nel mezzo ci sono altri mille nomi almeno, forse meno conosciuti dei tre sopracitati, ma altrettanto validi nella capacità di esprimere idee, professionalità, e validità artistica.
Egoisticamente, forse e' meglio cosi', perchè sono riusciti ad esprimersi anche in civiltà ostiche ma con un palcoscenico più vasto e sono stati in grado nella loro affermazione personale a donare a noi ancora momenti di soddisfazione, di sogno e di piacere.

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