La filmografia ceca

Per discutere di usi e costumi, tradizioni, festività e libri cechi, e dello stile di vita ceco.

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Ulisse
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Postby Ulisse » 07-Sep-10 21:06

Anche a me ancora interessano i sottotitoli! Forse la battuta di Martina era per entrambi! :)

Grazie per il link. Lo terrò in considerazione.Per ora ho ancora montagne di film da visionare.
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martina72
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Postby martina72 » 07-Sep-10 21:09

Non era una battuta, era un' informazione!!
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pierre
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Postby pierre » 08-Sep-10 11:13

I sottotitoli sono generalmente in inglese 8)
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pierre
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Postby pierre » 21-Sep-10 13:09

MARKETA LAZAROVA (1966)

Regia Frantisek Vlacil
Sceneggiatura: Frantisek Pavlicek

Protagonisti
Magda Vasáayova
Josef Kemr
František Velecka
Naďa Hejna
Jaroslav Moucka
Musiche di Zdenek Liska
Fotografia: Bedrich Batka


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Ho finalmente visto il film ceko che gli addetti ai lavori considerano un assoluto capolavoro: "Marketa Lazarova" di Frantisek Vlacil ed apparso nel 1966.
La versione che ho, per fortuna, ha i sottotitoli in inglese.Vederlo in lingua originale senza conoscere il ceko credo che sia un impresa impossibile. Questo è un film difficile da seguire e complicato è comprendere lo svolgimento della storia che racconta che è tratta da un racconto di Vladislav Vancura. Il film è in bianco e nero e con una superba fotografia.
La difficoltà di ben partecipare a questo film è data dalla frammentazione delle sequenze che compongono la trama. Cerco di spiegarmi meglio: in una scena che racconta un evento della trama possono (non sempre ma spesso) inserite delle sequenze flash back che fanno capire antefatti che non erano stati mostrati oppure delle sequenze anticipatrici che lo spettatore deve cercare di ricordare per utilizzarle nella comprensione di sequenze e scene future.
E' un modo di raccontare che non avevo mai visto così frequentemente utilizzato in film di 40 e passa anni orsono. Credo che Vlacil abbia utilizzato questa metodologia espressiva per cercare di avvicinarsi alla metodologia lessicale di Vancura. Vancura era ai suoi tempi uno scrittore che aveva abbracciato la cosidetta "avanguardia" fino a diventare il presidente del famoso gruppo artistico letterario detto "Devetsil"(ho già avuto modo di fare degli accenni a questo movimento quando si parlò di Karel Teige, Adolf Hoffmeister e della fotografia ceka e di qualcosa d' altro). Il racconto di Vancura era abbastanza breve ma Vlacil ne ha tratto una saga epica ambientata nel Medio Evo, dove ancora è in corso la lotta fra cattolicesimo e paganesimo. Voglio ricordare che l ' annientamento del paganesimo in Europa, specialmento nel distretto del Mar Baltico, ha impiegato secoli e la proclamazioni di numerose crociate, l' ultima delle quali agli inizi del 1500.
Scusate questi riferimenti storici ma credo che sia importanti sottolinearli per far meglio comprendere la valenza di questo film.
Il film inizia con la visione di un paesaggio innevato nel quale si aggirano dei lupi mentre nel cielo vola un falco; comincia ad insinuarsi nello spettatore il sospetto che si è di foronte alla visione un film duro dove i predatori e la predazione saranno alcuni degli argomenti principali. Infatti il film affronta i conflitti di due clan rivali, I Kozlik e i Lazar, entrambi dediti al brigantaggio. All' interno di questo scenario si svolge la storia d' amore fra Marketa Lazarova (clan dei Lazar e rapita dal clan rivale) e Mikulas (clan dei Kozlik).
Come ho detto il film è ambientato nel Medio Evo sullo lo sfondo della lotta per la supremazia del cristianesimo contro il paganesimo, la trama, però non è soltanto una rievocazione storica ma ha probabilmente dei paralleli nei conflitti ideologici più a noi vicini.
Marketa Lazarova è diviso in due parti: "Straba" and "L' Agnello di Dio". Verso la fine del film impareremo che Straba è una specie licantropo, non nel senso del licantropo dei film horror che siamo abituati a vedere, ma un uomo che è stato condannato a vivere come un lupo cioè permeato di una crudeltà bestiale. Questa affermazione non è destinata ad una persona in particolare ma a tutti i partecipanti la storia che conducono una vita non molto lontana a quella degli animali. La seconda parte si riferisce ad un monaco pastore errante che gira con la sua bella pecora che viene predata e mangiata dai briganti
Il film è ulteriormente suddiviso in 12 capitoli, ognuno titolato e il cui significato dovrebbe indirizzare lo spettatore ad una visione più conscia delle sequenze successive.

MARKETA LAZAROVA
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Marketa, rapita e violentata da Mikulas, vivrà "more uxorio" con il suo rapitore e resterà anche incinta. I Sassoni, governanti del territorio, stanchi delle ruberie del clan dei Kozlik muoveranno contro di loro ed sconfiggeranno la numerosa banda e ne cattureranno il capo (il padre di Mikulas). Mikulas nel tentativo di liberare il padre viene ferito gravemente e catturato. Viene decisa immediatamente la sua esecuzione ma prima gli viene permesso di contrarre regolare matrimonio con Marketa.
Marketa andrà a partorire presso un convento di suore insieme alla cognata Alessandra.
Questa a grosse linee è la trama, non mi voglio soffermare su tutte le storie minori che accompagnano il film, sarebbe troppo lungo. Il film è un dramma dove la violenza in tutti i suoi aspetti è uno degli argomenti principe, pur in questa tonalità forte il film non ha cadute nella ricerca di facili spettacolarità. Naturalmente in molte sequenze vuol ricordare che quei tempi la vita quotidiana non era un aspetto semplice della comuna esistenza.
Voglio solo aggiungere solo qualche parola sul regista. Vlacil non ha studiato alla FAMU di Praga, lui si era laureato in estetica e tecniche dell' animazione all' Università d Brno, il suo interesse era il teatro delle marionette. Il suo avvicinamento all' espressione filmica ebbe luogo durante il servizio militare, infatti fu destinato al Servizio Cinematografico dell' esercito (come Jan Schmidt, il regista di Hozon). Nell' esercito produsse una trentina fra documentari e filmati animati destinati all' addestramento delle reclute. Poi, non so bene e come e perchè, ci fu il passaggio all'attività cinematografica vera e propria.
Parlando del suo film, Vlacil non nega l' allegoria che esiste fra lotta cristianesimo contro paganesimo con la lotta fra la dottrina socialista (trasformatasi in una specie di religione con tutti i suoi dogmi e rituali) e la ricerca della libertà.
Il film ribadisco è complesso, assai lungo, 162 minuti e la sua visione richiede un forte interesse da parte dello spettatore. Bisogna trovare il momento giusto per visionarlo. Oltre ad una fotografia stupenda (Batka) altrettanto bella è la colonna sonora (Liska). Nel suo complesso il film è veramente bello ed è possibile rintracciarlo, con sottotitoli in inglese, sia in Rep Ceca che in Inghilterra.

MIKULAS
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martina72
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Postby martina72 » 22-Sep-10 15:58

Accidenti, Pierre, mi piacerebbe tantissimo discutere con te di questo film ma purtroppo non l'ho ancora visto :( C'è l'ho nella mia videoteca ma essendo così lungo non trovo mai tempo per guardarlo. Ora però cercherò di rimediare, mi hai fatto venire un enorme curiosità.
Ho visto invece un' altro film di Vláčil, Mág, realizzato nel 1987.
Il titolo di questo film si potrebbe tradurre "Il mago", ma nel ceco arcaico la parola significa anche "il maggio". Il film, infatti, racconta la vita di Karel Hynek Macha, l'autore della poesia Maj, ovvero Il maggio.

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pierre
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Postby pierre » 22-Sep-10 17:20

Il Mago non lo conosco. Ha sottotitoli in qualche lingua 8) ? Proverò a cercarlo.

Non ti puoi esimere da vedere Marketa Lazarova, mi sento di poter dire che è un film veramente importante, certo è abbastanza lungo, ma ti assicuro che ne vale la pena di perdere un po di tempo per vederlo. Consiglio di aspettare un giorno festivo con pioggia, credo che queste concomitanze presto arriveranno e forse troverai il coraggio e il tempo per dedicarti questa pellicola.
Un altro film da vedere, secondo me, è "Il negozio sulla via principale" di Jan Kadar con la sceneggiatura di Klos. E' il primo film cecoslovacco che vinse un Oscar. Sicuramente questo lo conosci.
Poi quando ne vuoi discutere, solo di Marketa o di entrambi, io sono qui, così magari racconto altre cose che per ora ho tralasciato.
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pierre
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Postby pierre » 01-Oct-10 13:04

per chi fosse interessato alla filmografia slovacca segnalo questo bel database costruito e gestito dall' Istituto del film slovacco. :D

http://www.sfd.sfu.sk/main.php?idk=1&jazyk=1
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martina72
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Postby martina72 » 03-Oct-10 18:46

Oppure esiste questa database:

http://www.csfd.cz/
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Postby pierre » 04-Oct-10 7:20

Per i film ceki io uso questo sito ( a me piace abbastanza)

http://filmcenter.cz/en/homepage
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Postby pierre » 05-Oct-10 14:24

I COSPIRATORI DEL PIACERE

Titolo originale: Spiklenci slasti
Dati: Anno: 1996,
Genere: filosofico esistenziale in chiave allegra
Regia: Jan Svankmajer

Cast: Petr Meissel, Gabriela Wilhelmová, Barbora Hrzánová, Anna Wetlinská, Jirí Lábus, Pavel Nový


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La riscoperta del tatto e sperimentazioni al riguardo. Svankmajer e il gruppo surrealista praghese decisero di riscoprire questo senso e partirono da esperimenti fatti già dal futurista italiano Marinetti. Svankmajer fu intrigato da questo argomento perché ha sempre definito il tatto come uno dei sensi più trascurato. Quindi nel mezzo degli anni 70 Svankmajer diede il via ad esperimenti collettivi del gruppo surrealista praghese per arrivare nel 1978 ad uno studio denominato “Perversione per i 5 sensi”. Le riflessioni scaturite dai sopraccitati esperimenti daranno quindi origine al film SPIKLENCI SLASTI; lo stesso Svankmajer ha definito questo film come il più surrealista dei suoi film. Questa pellicola è estremamente particolare in quanto è un film erotico ma completamente privo di scene di sesso (questo lo dico per smorzare la vostra irrefrenabile curiosità nata dal sentir parlare di piacere e perversioni.....;-)).
E’ un film abbastanza complesso e tratta una tematica che sicuramente lo spettatore non si attende. A conoscenza mia, non conosco un film che abbia trattato tale tematica e vi assicuro che ci vuole un pochino di tempo per entrare nelle tematica e riuscire a seguirla.
Il film è ambientato a Praga, in epoca contemporanea e i personaggi che lo popolano sono: un edicolante, una postina, un ispettore di polizia, una annunciatrice televisiva e infine due abitanti di un condominio. L’ attività principale dei personaggi è quella di preparare con cura e meticolosità gli strumenti che permetteranno loro di soddisfare la perversione preferita. I gusti erotici dei personaggi sono altamente particolari ed estremamente personali:
La postina ama fare delle palline di mollica di pane ed è usa infilarle nelle narici e nelle orecchie prima di addormentarsi per poter poi espellerle il giorno dopo al risveglio.

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L’ edicolante, innamorato dell’ annunciatrice tv, traffica con valvole e transistor per dar vita ad un macchinario elettromeccanico che può collegare alla tv e quindi utilizzarlo durante le apparizioni della giornalista.
L’ ispettore della polizia inventa strumenti tattili (tipo un matterello con una parte provvista di chiodi e l’ altra di piume da utilizzare come stimolatore corporeo.

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I due condomini sono invece impegnati nella costruzione di feticci, rappresentanti l’ un l’ altro, da utilizzare in una cerimonia erotica che può ricordare una specie di rito voodo.

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La tesi presente in questo film vorrebbe farci comprendere che l’ uomo deve disporre della più totale libertà; a partire dalla ricerca dei gusti e delle passioni erotiche che siano in grado di soddisfarlo completamente e per liberarsi dai condizionamenti che vengono imposti all’ uomo sin dall’ infanzia. Il film fa riferimento al basilare principio freudiano che l’ educazione è strumento del principio di realtà mentre l’ arte è frutto del principio del piacere. Questi due principi essendo antitetici tra loro, quindi in completa opposizione, tendono ad invischiare l’ uomo in una ragnatela di pregiudizi e sensi di colpa che sono difficili da abbattere per raggiungere un effettiva libertà. Nel pensiero surrealista uno degli elementi cardine è proprio la psicanalisi quindi non ci deve stupire che questo pensiero freudiano sia l’ elemento base del messaggio che Svankmajer vuole inviare.
Il film dato i presupposti teoretici che affronta è parecchio interessante; l’ ho trovato divertente in molte scene. Sicuramente, quello di questo film è un argomento difficile, nel suo ambito particolarmente curiosi e divertenti sono certi marchingegni che i poveri cospiratori sono capaci di inventarsi e poi realizzare. Credo che lo spettatore sarà estremamente incuriosito dallo svolgersi del pensiero di Svankmajer che ancora una volta dimostra una notevole originalità nella conduzioni di tematiche che non sono di immediata realizzazione.

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