Le Avventure del bravo soldato Svejk

Per discutere di usi e costumi, tradizioni, festività e libri cechi, e dello stile di vita ceco.

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pierre
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Le Avventure del bravo soldato Svejk

Postby pierre » 07-Oct-06 13:14

il seguente delirante pistolotto e' dedicato a coloro, che forse attirati dalla curiosita', volessero cimentarsi nella lettura di questo meraviglioso libro di Jaroslav Hasek:
Le Avventure del bravo soldato Svejk, ed. Feltrinelli, illustrazioni di Josef Lada.
E' uno dei caposaldi della letteratura ceka e puo' avvicinare i futuri viaggiatori ad un senso dell' umorismo che ancora pervade molti ceki e soprattutto la sua cultura.

Jaroslav Hasek nasce a Praga il 30 aprile 1883. Dopo la morte del padre, abbandonò gli studi ginnasiali, impiegandosi come commesso di drogheria. In questo ambiente comincia a inventare scherzi e burle, e nello stesso tempo comincia ad abbozzare novelle ed aneddoti.

Successivamente Hasek trovò un posto alla banca Slavie così come il suo coetaneo praghese Franz Kafka lo avrebbe trovato in una società di assicurazioni. Ma non vi rimase troppo tempo. Negli anni successivi improvvisò a getto inesauribili racconti per diverse riviste, firmandoli spesso con pseudonimi. Egli collabora a un giornale di destra e nello stesso tempo conduce con se stesso un’accanita polemica su un giornale di sinistra. Fa l’attivista del partito anarchico finendo spesso in prigione per aver frantumato i lampioni dei commissariati. Fonda insieme a Josef Lada (grandioso illustratore di libri per bambini) il Partito del Progresso Temperato Nei Limiti Della Legge proponendosi come programma un assoluto lealismo (presa di posizione canzonatoria nei confronti dello spirito elettorale). Dirige una rivista di zoologia, "Il mondo degli animali", inventando animali mai esistiti e firmando col nome degli amici assurdi articoli scientifici che gli procurano attacchi polemici e lettere di insulti. Si finge pazzo per farsi rinchiudere in un manicomio. Fonda un canile, in cui raccoglie cani randagi creando poi per loro false genealogie. Si esibisce con discorsi e numeri stravaganti nei cabarets e il suo amore per la provocazione è così acceso che allo scoppio della guerra egli si fa passare per spia russa. Tutte le gesta di Hasek sono certo dettate dal desiderio di sottrarsi all’ambiente stagnante degli ultimi anni della monarchia austro-ungarica.

Nel 1915 Hasek fu chiamato alle armi, e raggiunse il 91° fanteria a Ceské Budejovice dove conobbe molte di quelle figure che avrebbe descritto nel romanzo su Svejk. Mandato al fronte in Galizia Hasek si arrese ai russi il 25settembre dello stesso anno. Soggiorno' dapprima in diversi campi di prigionieri finché nel 1916 si arruolò nelle legioni cecoslovacche che combattevano a fianco della Russia. Nel 1918, dopo la Rivoluzione d’Ottobre, Hasek si fa bolscevico, si iscrive al partito comunista ed entra nelle file dell’Armata Rossa. Nel periodo seguente egli svolge un’intensa attività di agitatore e di commissario politico oltre che di giornalista: a Irkutsk dirigeva tre riviste, una in tedesco, una in ungherese, una in burjato-mongolo, e ne progettava una quarta in cinese. In realtà la Rivoluzione fu per lui una fuga dalle strettoie borghesi. Egli si trovava a suo agio nella fiamma e nello scompiglio.

Al suo al ritorno, 1920, ripiombò nella vita di taverna. S’era portato dietro una ragazza russa, Aleksandra L’vova, che presentava agli amici come principessa. I malevoli raccontavano che, nella tempesta della Rivoluzione, egli aveva ucciso una famiglia gentilizia, facendone schiava la figlia. Si trovò coinvolto in una campagna di stampa: lo accusavano di bigamia, di propaganda bolscevica, di efferate crudeltà. Spinto dal bisogno, ricominciò a collaborare a giornali di destra e di sinistra nello stesso tempo, raccontando in diverse varianti le sue vicende russe. Le Avventure del bravo soldato Svejk, cominciarono a uscire nel 1921 in fascicoli. Non fu facile costringerlo a scrivere: si nascondeva nelle bettole, bisognava corrergli dietro e strapparlo alla compagnia degli ubriachi.Gli amici lo convinsero a trasferirsi nel villaggio di Lipnice, dove forse avrebbe lavorato meglio in solitudine. Ma anche qui, nonostante i telegrammi del nuovo editore, nonostante le cure di Aleksandra L’vova, Hasek continuò a vagare da una taverna all’altra, a bere pesantemente. Scriveva solo in brevi intervalli, fuggendo subito dopo in altri paesi, per rintanarsi in bettole sconosciute. Si spense a Lipnice il 3 gennaio 1923.
Topinho
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Postby Topinho » 09-Oct-06 11:44

stavolta Pierre ti rispondo al volo: ho letto 2 volte il libro e l'ho trovato meraviglioso!

E' concentrato puro di ironia. Grande.

E ho appena letto "treni strettamente sorvegliati" di Hrabal. Grandissimo anche quello.

W gli scrittori cechi!

T.
Il ne faut pas chercher a comprende
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atyka
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Postby atyka » 09-Oct-06 12:19

W!
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Postby alenastef » 09-Oct-06 16:00

Io non sono riuscita di leggere Švejk... e un tipo di umore che davvero non capisco e non mi piace. Ed e una vergogna che lo dice una ceca, ma e cosi.

Che stiamo aspettando per aprire un forum su Jára Cimrman???
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Postby atyka » 09-Oct-06 18:09

Sono d'accordo con Alena. Nemmeno io nn lo ho letto, anche se compertao in un atiquarium (?). Ma si, JĂĄra Cimrman - favola di notte per due mesi in Spagna... Una delle cose che si devono assoluttamente portare a isola deserta.
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pierre
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Postby pierre » 09-Oct-06 19:34

non esiste nulla che lo riguardi tradotto in italiano.
Difficile aprire un forum per noi italici :(
J. C. e' un personaggio immaginario, che non esiste.... pero' considerato geniale dal momento che gli vengono attribuite inevenzioni, opere letterarie e tutto di piu': questo e' tutto quello che so di lui.
Il personaggio fittizio che produce libri ed invenzioni si potrebbe avvicinare forse ad alcune opere di Borges? Boh, non so....
Credo che l' argomento sia molto interessante ma non posso competere per mancanza di informazioni.
Alena potresti scrivere qualcosa su di lui cosi' da colmare questa nostra lacuna.
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pierre
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Postby pierre » 12-Dec-07 21:07

breve apparizione, sento odor di muffa costi', solo per invitarvi a leggere un libro di Hasek " I Racconti" , edizione Mondadori, 464 pagine. Racconti incredibilmenti deliranti al low cost di 14,80 euretti.
Morirete, ve lo assicuro.
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Postby alenastef » 14-Dec-07 16:03

Jara Cimrman. Il genio ceco dimenticato e riscoperto della fine del XIX e dell´inizio del XX secolo che influenzò molti campi. Fu un peculiare autore drammatico, filosofo, ginecologo – autodidatta, sciatore, buon amico e insegnante di Albert Einstein, inventore e daltonista, buon nemico di T. A. Edison.
I cimrmanologi insistono da anni nel sottolinearne la rilevanza storica e culturale, ammettendo di aver a che fare con un vero e proprio genio incompreso le cui teorie hanno influenzato i più vasti campi del sapere, ben al di fuori dei meri confini nazionali. Tra i contributi di Cimrman sono da ricordare ad esempio la proposta del canale di Panama agli Stati Uniti (incluso un libretto d’opera dello stesso titolo), la riforma del sistema scolastico in Galizia, l’introduzione dell’ostetricia in Svizzera nonostante l’ostilità delle condizioni alpine, l’istituzione di una scuola di criminologia, musica e balletto a Vienna, l’invenzione dello yoghurt e la creazione della filosofia dell’Esternismo (in opposizione alla più nota teoria epistemologica del Solipsismo: mentre i solipsisti credono che esista solo la loro individualità e nessun mondo esterno, Cimrman arriva all’idea secondo cui il mondo esterno esiste, solo l’io del filosofo no).
Notevole anche l’apporto dato da Cimrman alla letteratura e al teatro ceco, sebbene gran parte delle sue opere siano andate perdute e quelle rimaste non abbiano mai avuto il successo che meritavano. I critici sono concordi nell’imputare gli scarsi riconoscimenti ricevuti da Cimrman in questo campo (come del resto in tutti gli altri) all’eccessiva modernità dei suoi metodi rispetto ai tempi: il che è in stridente contrasto con la genialità con cui Cimrman aiutò anche molti autori suoi contemporanei nei loro lavori, per esempio Anton Čechov (avvertendolo che due sorelle non erano abbastanza).
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Postby vturchi » 14-Dec-07 16:26

Grazie ad Alena x le sue informazioni: conoscevo Cimrman solo x sentito vagamente dire.....eppure considerata la versalità di qs xsonaggio è sicuramente una delle figure ke ammiro di +.

1 caro saluto anke a Pierre....ho sentito la tua mancanza su qs pagine, il tuo apporto culturale è ineguagliabile.
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zavorka
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Postby zavorka » 03-Jun-08 10:50

ciao a tutti,
volevo segnalare di Hasek:
lo sciopero dei malviventi, ed.Lucarini (i classici del ridere)
da cui si evince qualche aspetto dell'autore poco noto (e una vicissitudine affettiva infelice, anche a causa sua)
probabilmente alcuni fanno parte anche del libro di racconti segnalato da Pierre
invece molto interressante la presentazione di Cimrman, grazie Alena

Miro
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