La fotografia Ceka

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martina72
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Postby martina72 » 12-Sep-09 21:12

Meno male, i post con le immagini sono tutt'altra cosa.
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pierre
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Postby pierre » 12-Sep-09 21:14

rimosso
Last edited by pierre on 13-Sep-09 15:37, edited 1 time in total.
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martina72
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Postby martina72 » 13-Sep-09 11:15

Vorrei aggiungere che mi dispiace tanto per Marco che ha deciso dimettersi a causa di questa spiacevole discussione.
Prometto che in futuro cercherò di stare più attenta con certe provocazioni.
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pierre
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Postby pierre » 13-Sep-09 12:45

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pierre
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Postby pierre » 14-Dec-10 11:23

JAN REICH (1942-2009)


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Ultimamente peregrinando fra le librerie di Praga mi è capitato di imbattermi i due bellissimi libri di fotografie “Bohemia (2005)” e “ Disappearing Prague (2000) “ (Praga che scompare), entrambi contengono foto di Jan Reich. Il primo volume presenta vedute di varie località della Cecoslovacchia (metto questa definizione geografica perché inziò questo lavoro prima della divisione) e il secondo di aree abbandonate della città di Praga. Le fotografie sono rigorosamente in bianco e nero.
Mi sono precipitato a leggere le sue note biografiche ed ho scoperto, con piacere immenso, che lui è uno degli ultimi fotografi che utilizza l’ antica tecnica di Sudek che consisteva nell’ utilizzo di grandi macchine fotografiche di legno, grossi negativi e stampa diretta.
Dal 1965 al 1970 ha studiato alla FAMU di Praga specializzandosi in fotografia, dopo il 1968 andò a Parigi dove soggiornò per circa 1 anno, fece ritorno a Praga dove per vivere cominciò a lavorare nella produzione di cartoline turistiche. Poi, piano piano cominciò a fare foto per passione sua ed esporle a varie mostre con tutto ciò che poi ne conseguì.

Brevemente descrivo i due libri. Bohemia, consiste di immagini di paesaggi immersi in una profonda atmosfera malinconica, assenza totale dell’ elemento umano e ricerca di sfumature che spaziano le scale dei grigi. Reich nella sua casa aveva una mappa di tutta la Cekia infilzata da una marea di spilli; gli spilli erano di due colori indicavano i luoghi fotografati e quelli che doveva ancora riprendere. La sua precedente nel campo delle cartoline turistiche di sicuro è stato di grande aiuto nel selezionare i luoghi che voleva immortalare.

Castello di Karlstein

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Kutna Hora

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Diseappearing Prague.

Il racconto fotografico si svolge raccogliendo immagini di scorci di quartieri periferici di Praga Liben, Holesovice (il vecchio porto), Smichov e le tematiche proposte sono: staccionate rotte, lampioni, recinzioni, resti e ruderi di insediamenti produttivi ormai abbandonati. Queste ambientazioni ormai non esistono più. Queste foto trasudano un atmosfera triste e permettono di comprendere che non erano scatti casuali ma dietro ognuna c’era un lungo lavoro di preparazione.
Ci si può rendere conto che cercava giornate con foschia leggera per scattare neii momenti nei quali la luce doveva essere perfetta. A compimento di tutto ciò la scelta del bianco e nero da un tocco di mistero a questi elementi urbani ormai dimenticati.

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martina72
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Postby martina72 » 17-Dec-10 15:48

Meravigliose queste immagini!!
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martina72
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Postby martina72 » 17-Dec-10 16:25

pierre wrote:Josef Koudelka (1938)

Josef Koudelka è un ingegnere areonautico che ha preferito la strada della fotografia al lavoro che il suo titolo accademico gli avrebbe permesso. Solo per un breve tempo ha lavorato all’ aeroporto di Praga e di Bratislava. Nel 1968 era appena tornato a Praga da un viaggio per un servizio fotografico sugli zingari della Slovacchia e della Romania e si trovò di fronte all’ invasione normalizzatrice del Patto di Varsavia. Riuscì a fare parecchie foto di questo evento e soprattutto riuscì a farle uscire dalla Cecoslovacchia. La famosa agenzia Magnum se li aggiudicò e da qui iniziò la fortuna di Koudelka come fotografo.
Grazie alla Magnum riuscì a lasciare la Cecoslovacchia per andare in Inghilterra dove chiese asilo politico. Assunse dopo qualche anno la cittadinanza francese e torno in Rep Ceca solo dopo la rivoluzione di velluto.

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Le sue foto si caratterizzano nella ricerca della malinconia; spesso i paesaggi sono desolati ed una sorta di alienazione percorre le sue immagini. Le sue foto del "Triangolo nero", la regione dei Monti metalliferi compresa tra il nord della Boemia, il sud della Germania e la Polonia hanno un qualcosa di inquietante e sono emblematiche di quanto sopra affermato.
Il suo volume fotografico dei “Gitani” ha vint nel 1975 il prestigioso premio Nadar.
Vi allego una notizia che attizzerà parecchio gli amanti del cinema (lo sapete che i film mi piacciono parecchio) Nel 1994 segue la lavorazione del film “Lo sguardo di Ulisse” di Angelopoulos e fotografa tutti i paesi balcanici dove il film si svolge (ricordo che sul set di questo film morì Gian Maria Volontè).
La carriera di Koudelka è ricchissima di riconoscimenti, ne cito alcuni: Premio Hugo Erfurth (1989), il Grande Premio Internazionale Henri Cartier-Bresson (1991) ed il Premio per la Fotografia della Fondazione Erna e Victor Hasselblad(1992).
On-line si trova moltissimo sulla sua attività quindi divertitevi a consultare, vedrete che rimarrete affascinati.


Interessantissima la notizia sul film. Mi incuriosisce molto :wink:
Anch'io vorrei aggiungere un informazione:
Nella primavera di quest'anno, il fotografo ha donato una parte sostanziale della sua opera all'Museo delle Arti applicate di Praga. La collezione conta circa 330 fotografie incorniciate che rappresentano il meglio della produzione dell'artista, tra queste anche alcune preziose stampe che esistono solo in un unico esemplare.
Non so se le fotografie sono già esposte, ma chi fosse interessato può consultare questo sito:

http://www.upm.cz/index.php?language=cz ... 010&id=342
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pierre
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Postby pierre » 17-Dec-10 18:47

Uhm, notizia ghiotta ! Se riesci a saperne di più informaci. Non vorrei andare a vuoto al Museo delle Arti Applicate :cry:
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pietrodistefano
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Postby pietrodistefano » 25-Dec-10 21:33

Per pura coincidenza, alcune settimane fa accennavo a Martina di aver ritrovato in un cassetto una raccolta di fotografie di Jan Reich - "Posazavì" - Ed. 1988 della CTK Pressfoto, le fotografie, in questo caso a colori, di paesaggi e località dell'allora Cecoslovacchia, spaziano dalla citta di Benesov a Zdar nad Sazavou, se non mi sbaglio compreso il paese natale della mia ex insegnante di ceco Katerina Zoufalovà (Tynec nad Sazavou) che all'epoca mi regalò il libro in questione...
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martina72
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Postby martina72 » 26-Dec-10 21:33

pietrodistefano wrote:Per pura coincidenza, alcune settimane fa accennavo a Martina di aver ritrovato in un cassetto una raccolta di fotografie di Jan Reich - "Posazavì" - Ed. 1988 della CTK Pressfoto, le fotografie, in questo caso a colori, di paesaggi e località dell'allora Cecoslovacchia, spaziano dalla citta di Benesov a Zdar nad Sazavou, se non mi sbaglio compreso il paese natale della mia ex insegnante di ceco Katerina Zoufalovà (Tynec nad Sazavou) che all'epoca mi regalò il libro in questione...


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